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Morbegno fu nel passato centro del Terziere Inferiore mentre oggi si presenta come capoluogo della bassa Valtellina, sede della Comunità Montana Valtellina di Morbegno, che comprende 25 Comuni. Stretta dalle acque del fiume Adda e del torrente Bitto si allarga dolcemente verso il conoide di Talamona con il quale ha in comune la zona industriale e i verdi prati, oltre la linea ferroviaria che corre parallela alla strada statale 38. Sul versante orobico si spinge fino a toccare i Comuni di Cosio Valtellino, Albaredo e Bema mentre in sponda retica, inglobando i centri di Campovico, Paniga e Desco, oltrepassata l'Adda, confina con Civo, Dazio e Traona. Le prime notizie certe risalgono al sec. XI. ed al nome "Morbenium", anche se la tradizione rimanda a "Morbus" a testimonianza delle caratteristiche paludose del suo territorio. Le vicende storiche, ma soprattutto i capricci dell'Adda e del torrente Bitto ne hanno condizionato la vita e lo sviluppo. Il nucleo originale sorse sulla riva destra del Bitto, allo sbocco della Valgerola, nelle vicinanze della chiesa di San Pietro (1337), che fu anche la prima sede della comunità. Le acque del torrente Bitto opportunamente sfruttate fornivano preziosa energia utile ad azionare i magli e le segherie.
L'abitato di Morbegno si ampliò ulteriormente quando il borgo divenne nodo importante per le vie commerciali: la via Priula, con la Repubblica di Venezia, i commerci con la Val Gerola e la Valsassina, il transito attraverso il Ponte di Ganda per il collegamento con i paesi della Costiera dei Cech e la Valchiavenna o il continuo legame con il vicino Lario e la pianura Milanese. Queste confluenze di vie, importanti o minori, hanno permesso a Morbegno di trasformarsi da borgo agricolo ad importante centro commerciale con un mercato, quello del sabato, che si perde nella notte dei tempi. La sua intraprendenza, l'ospitalità verso nobili famiglie, i duri contrasti tra guelfi e ghibellini e la presenza di ordini religiosi monastici hanno fatto di Morbegno un importante centro culturale e religioso. Oggi di questo passato restano strade, contrade, palazzi e chiese e il senso d'intraprendenza unitamente alla forte apertura verso culture e civiltà diverse. Una "impronta genetica " che ha permesso a Morbegno di passare da borgo agricolo ed artigiano ad importante centro economico e commerciale della provincia. Dal secondo dopoguerra in poi si sono sviluppate numerose attività industriali ed artigianali e un dinamico settore terziario. In toni minori è vivo anche il comportato turistico in quanto Morbegno si offre come settore di nicchia per un turismo artistico-religioso ed agro-alimentare.
Il Centro storico Il suo centro storico è infatti un piccolo gioiello del barocco con importanti testimonianze artistiche religiose e civili. Morbegno va scoperta, angolo dopo angolo, leggendo i segni di un passato recente che ne hanno forgiato fisionomia urbana e tradizione. Legato all'attività agricola, ebbe fino al secolo scorso, uno dei più importanti mercati bovini. Valorizza ancor oggi prodotti di prestigio come il rinomato formaggio Bitto, i funghi porcini, o la gustosa bisciola, per fare alcuni esempi.  Passeggiare tra le sue strette vie e scoprire piccole piazze, balconi in ferro battuto, eleganti portoni significa ripercorrere virtualmente la sua storia. A differenza di molti altri centri anche la periferia, o le sue frazioni da Arzo alla Bona Lombarda a Valle, da Campovico a Paniga, a S. Bello, a Cermeledo, da Cerido, a Categno, ai Torchi Bianchi, o a Desco, concorrono, per fatti importanti o vicissitudini quotidiane, a completare una visione di Morbegno che non può che risultare poliedrica, dando ad ogni visitatore un motivo per ricordarsene e per ritornarvi
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